BANCHETTO AUTUNNALE

Quaderni Banchetto d’autunno con animali del bosco su una scrivania nella luce calda

L’autunno non arriva tutto insieme. Prima lascia una foglia sul sentiero, poi una luce più bassa alla finestra. Cambia il profumo dell’aria e, quasi senza chiedere permesso, ci invita a fare spazio: sul tavolo, nei giorni, dentro di noi.

Mi piace immaginarlo come un banchetto nel bosco. Nessuna tovaglia perfetta, nessun posto assegnato. Soltanto ciò che la stagione offre: ghiande, bacche, colori ramati e il tempo di accorgersene.

Banchetto d’autunno nasce da questa immagine. Una collezione di quaderni in cui il bosco si avvicina alle mani e diventa un luogo dove custodire parole, ricordi e piccoli progetti.

Gli ospiti del bosco

Alle copertine ho affidato gli incontri. Uno scoiattolo stringe il suo piccolo tesoro, un riccio emerge tra foglie e fiori, un gufo osserva con occhi attenti. Un cerbiatto sembra essersi fermato proprio adesso; una lontra si china sull’acqua, mentre le api abitano un intreccio di petali e scritture.

Mi piace pensarli come presenze discrete, ciascuna con un modo diverso di stare al mondo: raccogliere, ascoltare, esplorare, fermarsi.

Alcune copertine hanno la profondità di un sottobosco; altre intrecciano gli animali a parole dall’aria antica. I marroni, i verdi e i toni dorati si incontrano senza cancellare le differenze, come accade alle foglie quando si posano una accanto all’altra.

Un piccolo rito tra le mani

C’è un momento, prima di scrivere, in cui le mani arrivano prima dei pensieri. Sfiorano il dorso in tessuto, seguono il cordone, sciolgono la chiusura.

Dettaglio artigianale del quaderno Banchetto d’autunno

La piccola matitina in legno partecipa a questo gesto: trattiene il cordone e custodisce le pagine finché non scegli di aprirle. Un dettaglio che lavora, oltre a raccontare.

Chiusura con cordone e matitina in legno sulla copertina con api

Il quaderno si apre e il rumore della giornata può restare un poco più lontano. Non occorre avere una storia importante da scrivere. A volte basta una frase, il ricordo di una passeggiata, qualcosa che non vuoi dimenticare.

Le pagine del quaderno Banchetto d’autunno

La materia, due modi di accogliere le parole

In questa collezione trovi carta salvata oppure carta certificata FSC, secondo il modello. Due scelte diverse, che meritano di essere raccontate senza confonderle.

La carta salvata porta con sé una possibilità ritrovata: materia che torna a essere pagina, invece di concludere il proprio percorso. Mi ricorda il gesto di raccogliere nel bosco qualcosa che uno sguardo distratto avrebbe lasciato indietro.

Qui trovi la storia della carta salvata e del suo incontro con i miei quaderni.

Dettaglio delle pagine della collezione Banchetto d’autunno

Altri modelli accolgono le parole su carta certificata FSC. La certificazione riguarda la carta utilizzata, mentre tessuto, immagini e piccoli dettagli compongono la storia artigianale del quaderno.

Dettaglio del quaderno aperto della collezione Banchetto d’autunno

La carta cambia e con lei cambia l’esperienza della pagina. Il filo comune resta il desiderio di offrire uno spazio da abitare, non soltanto da riempire.

La musica prende posto

A questo banchetto ho riservato un posto anche alla musica. Una playlist accompagna Banchetto d’autunno e aggiunge al racconto una dimensione da ascoltare, oltre che da toccare e guardare.

Mi piace pensare al momento in cui sceglierai di metterla in sottofondo: il quaderno aperto, una penna vicina, qualche minuto che torna a essere tuo.

Non occorre seguire un rito preciso. Puoi scrivere, disegnare o semplicemente restare in ascolto. La musica può lasciare alle parole il tempo di arrivare.

Raccogliere ciò che conta

Gli animali del bosco conoscono il valore delle piccole riserve. Una ghianda, un riparo, una strada imparata. Anche noi possiamo raccogliere qualcosa prima che la stagione cambi: un’intuizione, una gratitudine, un desiderio a cui non abbiamo ancora dato voce.

Banchetto d’autunno è un invito a questo gesto semplice. Non trattenere tutto, ma riconoscere ciò che vuoi portare con te.

Forse il tuo quaderno comincerà con una lista. Forse con una lettera che non spedirai, o con una pagina rimasta bianca fino al giorno giusto. Non c’è fretta: anche il bosco, prima di cambiare, si prende il suo tempo.

Se una copertina ti ha fatto fermare lo sguardo, mi piacerebbe sapere quale. Ogni incontro comincia così, con un dettaglio che ci somiglia e un piccolo spazio che decidiamo di aprire.

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